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    Università degli Studi di Napoli "Federico II" - Corso di diploma in Edilizia - Indirizzo Costruzione
     
     
     
     
     
     
     
     

    CORSO DI RILIEVO DELL'ARCHITETTURA
    Anno Accademico 1999/2000

    Docente Dott. Arch. Francesco Maglioccola



     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

    PROCEDURE DI RILEVAMENTO

    maggio 2000
     
     
     
     
     

    Parte prima

    Precedente - Successiva

    Dispensa ad uso degli studenti del corso di Diploma Universitario in Edilizia




Indice degli argomenti affrontati durante le lezioni
PRESENTAZIONE DIDATTICA
 
Premessa Questo contributo costituisce solo una sintesi, affatto esaustiva, delle tematiche correlate alle modalità applicative del rilievo dellíarchitettura. Non sono poche le idee espresse in questo settore che richiedono più ampi approfondimenti, affinché non inducano in errore nel seguirle. Per tale ragione, queste righe mi vedono qui, quale commentatore ed esegeta di quelli che sono i dettami di coloro che hanno fondato e contribuito alla diffusione ed alla durata nel tempo delle discipline del rilievo e della rappresentazione. Così la motivazione che mi ha condotto allíelaborazione di questo contributo, é stata quella di offrire agli allievi del Corso di Diploma in Edilizia - Indirizzo Costruzioni, la possibilità di avviarli verso la conoscenza dellíarchitettura con un atteggiamento che non privilegiasse né il tecnicismo, né le teorizzazioni e né i formalismi ma che potesse servire a formare delle personalità equilibrate. In sintesi, ponendosi lo scopo di istruire dei tecnici, e farne al tempo stesso appassionati di architettura.

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Presupposti metodologici Il crescente interesse verso la conoscenza del patrimonio edilizio connesso sia allíesigenza di prefigurazione delle proposte progettuali che di predisporre interventi finalizzati al suo recupero e valorizzazione, pongono al centro dellíattenzione della cultura scientifica le problematiche connesse alle metodiche ed alla pratica operativa del rilievo dellíarchitettura. Líanalisi dei manufatti architettonici condotta attraverso il rilievo, presupponendo innanzi tutto, líindividuazione delle finalità al quale esso è preposto, onde consentire líottimizzazione nelle fasi di acquisizione dei dati e nella loro successiva sistematizzazione, comporta precise scelte di metodo. Il corso di rilievo dellíarchitettura si prefigge così lo scopo di preparare líallievo ad affrontare tali scelte.
Ancora é da sottolineare che il presente lavoro è esito della mia partecipazione al gruppo di ricerca coordinato dalla Prof. Arch. Adriana Baculo Giusti, Ordinario di Rilievo dellíarchitettura presso la Facoltà di Architettura dellíUniversità degli Studi di Napoli Federico II che, operando nellíambito del rilievo e della rappresentazione dellíarchitettura, accosta alla didattica un intenso lavoro di ricerca.

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Introduzione Tra i temi posti al centro dellíinteresse del rilievo dellíarchitettura é lo sviluppo della disciplina nella pratica attuazione e nelle premesse teoriche che sono alla sua base. Lo stesso interesse ha fatto si da definire il contenuto del corso di rilievo nellíambito del Diploma Universitario in Edilizia, quale insieme integrato di una prima parte teorica e di una seconda parte applicativa. Ancora la stretta relazione che rende labili i confini tra le varie discipline afferenti dellíArea della rappresentazione, fa sì che debba essere sottolineato come il rilievo dellíarchitettura non possa prescindere dalla sua collocazione, rispetto alle discipline dellíArea, e più in generale nellíiter degli studi del Diploma Universitario. Infine si sottolinea il fatto che attraverso il rilievo dellíarchitettura si possa raggiungere quella conoscenza necessaria affinché si consolidino più stretti legami tra líarchitettura e líuomo.

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Il corso di Rilievo dellíarchitettura in relazione allíiter degli studi del Diploma Universitario. Il legame con le altre discipline presenti nel Corso di Diploma va visto con la consapevolezza che la presenza simultanea di diverse espressioni didattiche costituisce momento d'accrescimento della conoscenza. Conseguenza é che gli strumenti disciplinari possono essere gestiti in modo da istituire un atto di coordinamento tra i loro rispettivi esiti. In questo, la componente rilievo assume un ruolo fondativo, poiché si ritrova in molte altre discipline, e contemporaneamente utilizza gli esiti di queste. Emergono in tal modo esaltate le possibilità di scambio ed i possibili contrasti, portando alla luce informazioni che altrimenti resterebbero sottintese.Una struttura didattica, intesa in tal modo, risulta così utile a qualunque attività tesa alla formazione per la conoscenza e la trasformazione del patrimonio architettonico ed edilizio, che non può avere esiti congruenti se non è basata su di un'operazione interdisciplinare di analisi, indagini, e progetto. Così, per esempio, per rispondere alle esigenze di pluralità informativa dell'attività edilizia contemporanea oggi é richiesta una molteplicità di fonti, che, se sistematizzate attraverso una gestione interdisciplinare, risultano di notevole supporto anche nella fase di pubblicizzazione dell'attività suddetta.

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Il corso di Rilievo dellíarchitettura quale appartenente allíArea della rappresentazione Gli allievi frequentanti il diploma universitario in edilizia, si trovano a seguire il corso di Rilievo dellíarchitettura dopo aver preso parte al corso di Fondamenti ed applicazioni di geometria descrittiva svolto nel primo periodo didattico. Questa sequenzialità viene messa in evidenza poiché da una lato conferma che la disciplina del rilievo permette una ulteriore occasione per poter applicare le conoscenze di carattere rappresentativo e figurativo acquisite nel corso precedente, mentre dallíaltro ad evidenziarne la funzione di approfondimento delle conoscenze stesse in quanto oggetto del rilievo é il manufatto architettonico che è già di per se una rappresentazione, per cui si impara a rappresentare rilevando una rappresentazione. Al terzo anno saranno poi sviluppati i temi del disegno attraverso altre discipline ad esso connesse.

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Il ruolo del rilievo nella formazione dei tecnici. Preparare dei tecnici alla pratica del rilievo architettonico significa formare delle personalità che siano in grado non solo di maturare delle proprie conoscenze specifiche attuando i dettami teorici ma di interloquire costruttivamente con gli altri tecnici e con coloro che non possiedono i loro stessi strumenti conoscitivi. Il tecnico diviene in questo caso egli stesso strumento formativo per coloro che con lui devono confrontarsi per commissionare o per eseguire le opere. Punto fondamentale risulta dunque líoperazione didattica in cui si dia al tecnico la possibilità di acquisire uníidea generale, un modello mentale, una teoria dellíarchitettura. A tale conoscenza di base va poi affiancato lo sviluppo delle capacità interpretative attuate attraverso il disegno e la geometria ad esso sottesa e maturate attraverso il rilievo. Allo studio teorico parimenti si deve affiancare la pratica operativa verificata su opere scelte nel concreto delle opportunità di approfondimento aventi la connotazione di casi esemplificativi. Il rilievo, così inteso, è momento accrescitivo e di verifica del modello teorico costruito in cui líosservazione attuata con capacità intellettive superiori, con attenzione particolare e con la consapevolezza  che líoperazione, man mano che vada attuandosi, formi la capacità di scelta. Da queste considerazioni risulta chiaro che la fase formativa debba necessariamente prevedere una definizione metodologica di base che preceda la fase pratica operativa. La capacità critica avverrà come una graduale maturazione frutto di un continuo rimando tra la formazione teorica e la sua verifica nel vivo delle opere.

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Formazione dei gruppi Si ritiene opportuno la formazione di gruppi di lavoro operativo, costituito da membri che abbiano la possibilità di svolgere congiuntamente sia il lavoro di rilievo che la successiva restituzione e che realizzi líapplicazione delle indicazioni metodologiche proposte verificandole nellíambito delle singole realtà analizzate. Eí preferibile che la costituzione di tali gruppi di lavoro avvenga già in sede di assegnazione del tema di analisi e comunque prima dellíiniziale sopralluogo e della stesura della relazione descrittiva sintetica operata in tale occasione. Ai fini dello svolgimento delle operazioni di rilievo è consigliabile che il gruppo di lavoro sia composto da tre membri.

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Tematiche affrontate 1. Analisi del manufatto architettonico: sopralluogo, indagini díarchivio, interpretazione di dati provenienti da altre fonti;
2. Il progetto di rilievo, lo schizzo, líeidotipo;
3. Procedure e strumenti di rilevamento;
4. Rilevamento diretto e indiretto dei manufatti, formazione degli eidotipi, prelievo delle quote, verifica della orizzontalità o della verticalità, trilaterazioni, allineamenti, livellazioni, misura degli angoli coordinate cartesiane e polari;
5. Misure con strumentazione elettronica;
6. Rilevamento con profilografi ed attrezzi di ausilio;
7. Uso della fotografia nel rilievo architettonico. Interpretazione metrica della fotografia, nozioni di base per la restituzione prospettica e la fotogrammetria;
8. Rilievo delle tipologie murarie, sistemi voltati, tetti e solai, pavimentazioni e rivestimenti, bucature ed infissi;
9. Rilievo delle patologie e del degrado delle strutture e dei materiali (lessico NORMAL)
10. Rilievo dei cromatismi: sistemi di prelievo e modi di restituzione;
11. Restituzione dei dati del rilievo, procedure informatiche, analitiche, geometriche;
12. Indagine sui principali software utilizzabili per le fasi di prelievo e di restituzione dei dati.
13. La verifica dei rilievi.

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Esami Dellíarchitettura analizzata vanno presentati, in sede di esame, il dossier documentativo (comprensivo della relazione descrittiva, di immagini fotografiche, di schizzi di lettura del proporzionamento delle parti e di scheda di catalogazione dellíI.C.C.D.), gli schizzi preparatori con líannotazione delle misure, le tavole riproducenti gli esiti dei rilievi (eseguite a china su carta lucida se frutto di lavoro manuale ovvero stampe su carta se eseguite utilizzando líelaboratore) affiancate da eventuali tavole realizzate con immagini fotografiche con annotazione dei coni visuali e del campo inquadrato (su pianta e prospetto). Alla illustrazione delle procedure messe in atto per eseguire il rilievo seguirà líillustrazione dei grafici di restituzione dei dati prelevati. Infine sarà richiesto allíallievo di conferire su uno dei temi affrontati durante lo svolgimento del corso (Il testo di riferimento é quello indicato in bibliografia).

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Materiale díesame - Elaborati grafici relativi agli esiti del rilievo (accompagnato da floppy contenente gli stessi elaborati nel caso si sia utilizzato il mezzo informatico). Le tavole, eseguite a china su carta lucida, dovranno essere consegnate al termine dellíesame, per cui gli allievi che intendono conservarne copia devono provvedere alla loro riproduzione prima della seduta.
- il dossier documentativo contenente la scheda ICCD e la relazione descrittiva;
- Breve nota in merito alla condotta del rilievo e della successiva restituzione grafica comprendente:
- una descrizione della strumentazione utilizzata;
- una descrizione delle procedure seguite;
- una descrizione delle difficoltà riscontrate e le conseguenti soluzioni adottate.
- il tempo impiegato per líesecuzione del rilievo suddiviso per le varie fasi (schizzo preparatorio, presa di misure, stesura degli elaborati grafici, verifica del rilievo, ecc.).

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Articolazione didattica Il corso si è articolato in due cicli, tra loro complementari: un primo in cui, con lezioni teoriche si éesplicitata la metodologia di rilevamento, e un secondo che attraverso esercitazioni pratiche è stato rivolto allíanalisi ed alla lettura critica di un manufatto, rilevato applicando la suddetta metodologia.

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Bibliografia I testi di riferimento ai quali si rimanda per líapprofondimento dei temi affrontati durante il corso sono:

1. Baculo Giusti A., Dati e segni per il rilievo dell'architettura, in corso di pubblicazione. 
2. Docci M. - Maestri D., Manuale del rilevamento architettonico e urbano, Editori Laterza, Roma-Bari 1994. 
Ulteriori riferimenti bibliografici sono contenuti nei testi indicati, e nel materiale didattico distribuito durante il corso costituito da fascicoli ed estratti antologici dai testi consigliati e contributi originali.


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Supporto didattico F.Maglioccola, Procedure di rilevamento, dispensa ad uso degli studenti del corso di Diploma 
F.Maglioccola, L'interesse architettonico sul piano. La presa dei dati da immagini piane, dispensa ad uso degli studenti del corso di Diploma Universitario in Edilizia

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Presentazione sintetica dellíattività didattica e scientifica Francesco Maglioccola,
laureato in Architettura nel 1991 con lode presso la Facoltà di Architettura dellíUniversità degli Studi di Napoli ìFederico IIî, dove ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Rilievo e Rappresentazione del Costruito, e dove ha svolto attività didattica quale Professore a contratto per il corso integrativo di Rappresentazione del territorio e dellíambiente nellíA.A. 1996/97 e per il corso di Rilievo dell'architettura  negli A.A. 1997/98, 1998/99 e 1999/00 presso il corso di Diploma in Edilizia. Cultore della materia in Rilievo dellíarchitettura, collabora con contributi seminariali ai corsi di Rilievo dellíarchitettura e Rilievo Urbano ed Ambientale tenuti dalla Prof. Arch. A.Baculo Giusti, Ordinario di Rilievo, ed al corso di Rilievo Fotogrammetrico dellíArchitettura tenuto dal Prof. R.Morichi presso la Facoltà di Architettura dellíUniversità degli Studi di Napoli ìFederico IIî. Presso la stessa Facoltà di Architettura è impegnato in attività di ricerca nel campo del Rilievo e della Rappresentazione, con particolare attenzione ai temi del rilievo, modellizzazione e rappresentazione della morfologia architettonica e urbana attuate attraverso le tecniche informatiche e multimediali. Ha partecipato a ricerche finanziate dal MURST, dal C.N.R. e ad iniziative confluite in pubblicazioni, seminari e mostre. Ha eseguito il rilievo di importanti edifici pubblici, oggetto di pubblicazioni, ed ha partecipato a stages di rappresentazione in Italia ed allíestero.

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La conoscenza dellíarchitettura attuata attraverso líapplicazione di un modello interpretativo
Elaborati grafici previsti A - Lettura dellíimpianto architettonico
Tav. 1 - Impianto. Il rilievo dellíimpianto quale insieme complessivo e riassuntivo del manufatto analizzato. Per gli edifici a carattere costruttivo tradizionale con la presenza della corte si intende líinsieme di accesso, androne, cortile e scala. Per i manufatti religiosi si intende líimpianto dellíintero complesso. Il rilievo eseguito secondo le procedure indicate va restituito seguendo le modalità segnalate (in scala 1/200 o 1/100); Il rilievo sotteso a tale tavola riguarda esclusivamente gli spazi comuni a piano terra.
Tav. 2 - Impianto: approfondimento tematico su una sua parte. Il rilievo di parte dellíimpianto (androne o cortile o scala) quale parte dellíimpianto in scala 1/50 (rappresentazione in pianta ed in prospetto/sezione).
Tav. 3 - Impianto: approfondimento tematico sul dettaglio. Il rilievo di particolari in pianta e prospetto rappresentati in scala 1/20 - 1/10 (pavimentazione, elementi marmorei, ecc.).
B - La lettura dello spiccato  architettonico
Tav. 4 - Il rilievo del portale (prospetto, pianta, spaccato assonometrico) operata in scala 1/20 - 1/10.
Tav. 5 - Il rilievo di un elemento di facciata (prospetto, pianta, spaccato assonometrico) in scala 1/20 - 1/10.

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DEFINIZIONE DEL RILIEVO DELLíARCHITETTURA.
Líanalisi e la classificazione dellíarchitettura operata ai fini della individuazione delle qualità architettoniche che é chiamato a descrivere líoperatore del rilievo. Le regole e le parti componenti un manufatto architettonico. Classificazione e modello interpretativo
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Il ruolo fondativo del rilievo Per poter intendere al meglio quale sia il ruolo del rilievo nellíambito della cultura architettonica bisogna affrontare i seguenti punti: 
1) Innanzi tutto bisogna definire quella che é l'idea generale dell'architettura ed indicare i modi con i quali si possa venirne in possesso. 
2) In secondo luogo bisogna mettere in evidenza il valore del rilievo inteso quale strumento volto alla conoscenza dellíArchitettura.
3) Infine evidenziare il ruolo del rilievo quale elemento mediale tra cultura storico-architettonica e pratica professionale.

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Esplicitazione della classificazione dell'architettura I principi costitutivi dell'architettura e le regole su cui questi si basano, sono desumibili dalla classificazione dell'architettura operata a partire dall'organismo unitario e scomponendolo nelle sue parti componenti, sino ad arrivare agli elementi che non possono essere ulteriormente scomposti a scapito della perdita della loro connotazione. In questa scomposizione ciò che ne emerge sono da un lato le parti componenti e dallíaltro ciò che tiene insieme queste parti cioé le regole compositive, geometriche, dimensionali, qualitative, ecc. Allorché si verifica che queste parti e regole rispettino una data codificazione valida in un determinato momento storico, si raggiunge la bellezza architettonica. Líoperazione di rilievo deve condurre attraverso la determinazione di parti e regole derivate dal vivo delle opere - operando la suddetta scomposizione del manufatto architettonico - alla definizione del modello di riferimento per la conoscenza dellíarchitettura. Queste considerazioni assumono notevole importanza soprattutto se si guarda al loro aspetto comunicativo: la comunicabilità di un significato attraverso l'uso di segni si rafforza maggiormente quando questi ultimi vengono utilizzati organizzandoli secondo regole precise. Se queste regole e segni sottendono il rendere espliciti dei contenuti, líoperazione di ricerca può essere ricondotta a definire un metodo applicabile alla generalità dei casi. Se l'oggetto dell'indagine è un organismo architettonico, ovvero lo spazio conformato dall'uomo, il metodo si definisce attraverso una conoscenza e comprensione frutto dellíappropriazione e della successiva restituzione di quegli elementi che definiscono l'opera nella sua totalità.

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Regole dell'architettura/architettura costruita Nel rapporto tra teoria e pratica, cioè tra regole dell'architettura - modello mentale - e architettura costruita - modello desunto dagli esempi concreti -, si inserisce quale elemento di verifica il rilievo finalizzato alla conoscenza degli esempi di valore emblematico. La scelta del campione esemplificativo che possa essere utile allo scopo preposto, avviene in relazione alla teoria, istituendo una significativa relazione tra gli esempi scelti e la teoria che guida tale scelta. La teoria guida le procedure di rilevamento: così il rilievo del passato può essere svolto per confronto, analizzando non solo un monumento di per sé, ma nelle relazioni con altri similari, non solo nelle sue parti ma anche nel complesso. Esso assume così un ruolo paradigmatico - di esempio rispetto ad altri - e diviene parte rispetto ad un tutto, e rispetto ad altri monumenti. Gli edifici vengono analizzati e quindi classificati, onde poterne discernere quelli sui quali formulare un giudizio qualitativo. Líindagine così impostata si configura come analisi complessa che tiene conto sia della forme che delle relazioni secondo le quali queste vengono a comporsi. In ciò un ruolo fondamentale svolge la capacità critica di chi conduce líanalisi, in quanto deve essere tale da evidenziare pregi e difetti delle opere, senza privilegiare, in fase di raccolta dei dati, né gli uni né gli altri. La scelta dei modelli da valutare è diacronica. Eí necessario indagare in tutti i tempi ed in tutte le aree geografiche onde richiamare, attraverso il confronto, ulteriori stimoli al progetto. Líopera di riferimento non necessariamente appartiene allo stesso genere, né allo stesso periodo storico, né allo stesso ambito geografico dellíopera da analizzare, così da far assumere allíanalisi un carattere sovranazionale puntando al confronto globale dellíintera gamma di produzioni architettoniche.

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La scomposizione dellíarchitettura in parti componenti Nell'avvicinarsi alla conoscenza architettonica, uno dei primi passi da compiere, è la esplicitazione della composizione. In ciò, scomporre nelle parti componenti l'organismo architettonico equivale ad approfondire tale conoscenza. Il metodo di indagine individuato nel rilievo dell'Architettura del passato, con la conseguente rappresentazione, offre la possibilità di esplicitare le regole cercate, pronte per essere offerte al progetto. Norma importante per il rilevatore consiste nellíattuare una sapiente misurazione delle varie parti componenti una fabbrica onde evitare di cadere nella confusione o nell'eccessiva ricchezza di informazioni. L'essenzialità serve a dare il giusto valore alle parti che andranno rilevate e che poi dovranno essere restituite. Le più perfette rilevazioni vogliono essere composte di pochi dati, variate nella tipologia e nella grandezza, ed ottenute applicando convenientemente le procedure più adatte.

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Le regole  Le regole cercate sono di tipo compositivo, geometriche, dimensionali, qualitative, ecc. Lo studio dell'architettura attraverso il rilievo mira alla conoscenza dell'intero organismo architettonico attraverso l'indagine sulle sue parti componenti, così da sopperire alla necessità di mancanza o dispersione di regole non più rispettate, con la ricerca della relazione tra le parti costituenti l'organismo architettonico. Queste relazioni trovano modo di essere evidenziate chiaramente utilizzando il metodo di rappresentazione di elevato e pianta, con il quale possono direttamente desumersi i dati qualitativi e quantitativi dell'architettura costruita come patrimonio utile ai fini di una teoria.
Nel rilievo delle trasformazioni, ad esempio, il dato preesistente viene messo in relazione con il reale, la pratica del confronto così fa emergere le relative differenze. Differenze dettate non già dalla maggiore o minore capacità nell'operazione di rilievo e nella successiva elaborazione grafica di restituzione, quanto nella metodica differente attuata nella traduzione di un'idea, del come l'architettura debba essere fatta affinchè corrisponda a determinati canoni compositivi. E' possibile leggere anche la deroga alle regole, semprechè ciò sia avvenuto come esito di un ragionamento e non come pratica imitativa, intesa qui come mera copia o rispetto aprioristico di personalità carismatiche. La deroga dunque, chiara e dichiarata, assume validità se assurge a principio.

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Le regole compositive Questo é un modo di analizzare l'architettura prendendo in esame uno solo dei suoi molteplici aspetti - la composizione - in virtù di questa vengono analizzate le parti, al fine di leggere come siano stabiliti i legami e le giunture tra loro ed al loro interno. La lettura può essere fatta secondo molteplici indirizzi. Ad esempio se si fa riferimento ad uno dei significati del termine composizione come confronto, collazione. Da questo punto di vista il materiale architettonico (le parti) va analizzato per vedere come sono stabiliti i legami e le giunture tra i singoli episodi architettonici e tra i singoli elementi allíinterno di questi episodi. Uno dei procedimenti, il più semplice ed immediato, per stabilire i collegamenti compositivi delle parti tra loro, è la ripetizione. Questa, viene utilizzata poiché aiuta a creare la sensazione dell'unità dell'opera e della corrispondenza organica delle parti. 

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Le regole geometriche Il ricorso allo strumento geometrico è considerato necessario proprio per attuare un'operazione chiarificatrice, usato come tramite per la sua capacità di offrire una modalità di comprensione delle forme architettoniche e che si riduce, nella pratica operativa, a strumento che permette la costruzione corretta dell'architettura.

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Il rilievo concepito come momento di verifica di una conoscenza consolidata Ai dati ai quali attinge l'architetto per la progettazione appartengono sia i riferimenti progettuali che i modelli organizzativi la composizione architettonica quali valori assoluti e utilizzabili in ogni intervento. Questi dati, desunti dal rilevamento storico critico dell'architettura esistente costituiscono la base delle teorie del fare architettonico.
Ne consegue che per esprimere poi, graficamente, le proprie intuizioni e formulazioni teoriche che utilizzano il processo di indagine che porta a definire il modello, il tipo ideale, che ripetuto costituisce l'elemento fondamentale attraverso il quale fondare la ridefinizione delle successive composizioni, risulta necessario associare alla logica di contenuti la conseguente logica di graficizzazione.

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Il rilievo come processo metodologico La formazione di una teoria dell'architettura avente carattere sovranazionale, e quindi applicabile universalmente. In essa l'analisi delle opere architettoniche - attuata attraverso lo studio diretto dei manufatti, dei relativi autori e filtrata da una coerente preparazione teorica, viene a costituire la base per la costruzione di una critica e di una didattica architettonica funzionali alla rifondazione dellíarchitettura ed ai suoi esiti progettuali. Tra una realtà costruita ovvero uníidea progettuale e la loro rappresentazione si istituisce un processo continuo relazionale identificato in una operazione di traduzione. Tutto ciò porta ad utilizzare termini come omologo, analogon, modello che costituendo invarianti tanto nel rilievo quanto nel progetto, colloca la tematica dell'indagine e della rappresentazione quale fondamenti di tale processo ed individuando nelle analisi e nei rilievi punti di partenza. Il rilievo a vista - fase conoscitiva iniziale - è la fase che rappresenta il momento in cui è la visione dei luoghi a formulare delle indicazioni; Non si tratta di una semplice visione ma una attenta osservazione che trasforma il momento del rilievo in possesso visivo da un lato, e riconoscimento di elementi formali ricondotti in prima istanza a modelli mentali precostituiti dallíaltro. Di qui dunque nasce la necessità di imparare ad osservare le opere valutate migliori formulando un giudizio qualitativo dettato da motivazioni didattiche, e dallíaltro studiare forme e quindi riferendosi ad una trattatistica.

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Prima fase costruzione di un modello mentale A tal fine, individua una fase di formazione metodologica di base che necessariamente preceda la fase operativa pratica. La capacità critica, così, si acquista non con il mettersi subito a disegnare qualche pezzo, di cui non si comprende né l'uso, né il fine, né il rapporto, ma bensì con il definire una adeguata teoria, e collíesaminare nelle fabbriche quanto é esposto nella teoria. Questa espressa é sicuramente una metodologia dove la teoria svolge il ruolo guida, ed in cui le pratiche applicazioni seguono quale  ausilio e conferma dei dettami precedenti, rappresentano un livello di espressione della maturazione delle prime.

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Seconda fase verifica del modello mentale costruito In tale fase si opera una sintesi in termini formali in cui i volumi vengono trasferiti in modelli geometrici; la riduzione alle forme elementari si invera in cubi, parallelepipedi, ecc., nelle quali si leggono i dati relazionali che vengono a definirsi ed esempio tra larghezze (entità minimali sul piano orizzontale) ed altezze (entità minimali sul piano verticale). Lo spazio fatto proprio si invera nello schizzo, la riduzione della prima associazione mentale in figure geometriche. A questo punto, quella che è una ipotesi (qui intesa come modello mentale) trova la sua verifica nel rilievo metrico, la misura permette dunque la rappresentazione finalizzata alla trasmissibilità. Il passo successivo è quello di considerare la misura non tanto come elemento quantitativo, bensì qualitativo, operazione che può essere fatta partendo da una riduzione in termini formali che assume una centralità nell'ambito del nostro interesse. Il rilievo viene così rivolto a leggere gli elementi primari di una struttura compositiva ricca, in cui ad esempio líapparato decorativo resta all'interno di una gabbia metrica, geometrica, tettonica, compositiva. L'ipotesi nel rilievo è sia il modello grafico ossia lo schizzo, sia il modello mentale nel quale si classificano le parti dell'oggetto architettonico per poi selezionare di questo solo quegli elementi che verificati dalla misura passano al livello successivo nella rappresentazione. Operare una selezione implica però una scelta che porti a privilegiare delle forme piuttosto che altre: un metodo che sovrintenda a questa operazione, che non tenga conto solo dei valori quantitativi, ma che veda nella qualità l'elemento su cui formulare una riduzione, porta a scelte che sono funzione della priorità che ogni elemento manifesta all'interno dell'insieme in cui è posto ed al quale concorre a connotare. Un percorso qualitativo che parta dallo spazio globale, attraversi fasi caratterizzanti stati parziali fino ad arrivare all'elemento minimo dotato di riconoscibilità, diviene processo metodologico che finalizza il rilievo ad una rappresentazione non più per parti autonomamente misurate e misurabili, ma nella misurabilità dell'intera struttura.

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Conclusioni argomento In conclusione si può affermare che lo svolgimento della pratica del rilievo debba essere affrontato con la consapevolezza che chiunque é in grado di rilevare. Ma si conosce solo ciò che si é rilevato, e si conosce a misura che si rileva, e si rileva a misura del bisogno che si ha di conoscere, ricordandosi sempre che sappiamo solo ciò che abbiamo imparato.

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LA CONOSCENZA DEL MANUFATTO ARCHITETTONICO. LíANALISI DELLE MODALITÀ DI APPROCCIO AL RILIEVO
Il rilievo come processo metodologico dallíacquisizione alla trasformazione  dei dati. La lettura dei valori formali, compositivi e geometrici-relazionali presenti nei manufatti architettonici. Il rapporto tra il rilievo e le diverse scale di approfondimento. Analisi della iterazione tra le componenti fisiche e le componenti emozionali.

In questa comunicazione sono stati illustrati i concetti fondamentali posti alla base della disciplina del rilievo dellíarchitettura, quali i concetti di modello, bellezza, finalità, ecc., facendo dei chiari riferimenti a quanto sostenuto dai maestri della disciplina. Si è fatto ricorso a molteplici esemplificazioni come quella utilizzata per illustrare come attraverso il rilievo si possa mettere in luce ed esaltare la bellezza architettonica ovvero si possa sottolineare i pregi degli edifici prescindendo dalla loro consistenza materica, dalle pietre, o ancor meno dalla ricchezza degli ornamenti, ma rafforzando  il giusto rapporto delle parti e le proporzioni, che li pongono quali modelli da imitare.
 

Il rilievo come processo metodologico dallíacquisizione alla trasformazione  dei dati. I termini teoria, rilievo, progetto, sono strettamente interrelati tra loro quasi come se si trattasse di uníunica parola. Tale rapporto può essere indagato analizzando i singoli termini al fine di individuarne le connessioni che li tengono assieme, quelle connessioni che rendono comunque labili i limiti storicamente istituiti tra essi.
Considerando il termine teoria quale ìcomplesso di regole anche pratiche quando siano pensate come principi generali e si faccia astrazione da una quantità di condizioni che hanno tuttavia influenza necessaria sulla loro applicazioneî; dando per scontato il valore del rilievo inteso quale strumento volto alla conoscenza dellíArchitettura ed elemento mediale tra cultura storico-architettonica e pratica professionale, oltre che per il suo apporto teorico/didattico; interpretando il progetto quale ìÖ modo in cui vengono organizzati e fissati, in senso architettonico, gli elementi di un certo problema. Ö scelti, elaborati ed intenzionati, attraverso il processo della composizione, sino ad istituire fra essi nuove relazioni il cui senso generale (strutturale) appartiene, alla fine, alla cosa architettonica, alla nuova cosa che noi abbiamo costruito per mezzo del progettoî, sinteticamente le regole che sovraintendono all'univocità dei termini sia dal punto di vista delle singole relazioni istituite tra teoria e rilievo, tra teoria e progetto, e tra rilievo e progetto, sia complessivamente si ritrovano facilmente.
Eí fuor di dubbio la fondatezza di affermazioni inerenti líunicità dei termini rilievo e progetto. Valga per tutte líaffermazione di J.Guillerme quando sottolinea come ogni atto figurativo, compresi il rilievo e la copia, sia un atto di progettazione. Allo stesso modo é sicuramente facile ritrovare indicazioni sulla stretta relazione tra teoria e rilievo, e tra teoria e progetto. Sentire, dunque il rilievo come elemento mediale tra teoria e progetto, attraverso di esso, da un lato si eleva il proprio spessore teorico, e dall'altro ci si impegna in una attività professionale, nello studio del costruito e si impara ad essere presente alle iniziative più innovative promosse in campo architettonico. Essenziale, quindi, per la ricerca di un linguaggio universale dellíarchitettura, nonché di un continuo scambio tra esperienza teorica e pratica operativa, prodigarsi nella ridefinizione di regole scritte, e tentare il passo verso la realizzazione di opere significative sotto il profilo dei nuovi stimoli teorici.

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Lo studio della struttura architettonica Líattenzione dei teorici si rivolge verso líarchitettura per analizzarne soprattutto la struttura compositiva. Conseguenza di tale approccio metodologico é la scomposizione in parti dellíoggetto architettonico. Uno dei modi utilizzati per attuare tale scomposizione é quello di porre in atto una operazione di semplificazione e riduzione del manufatto architettonico e delle sue parti secondo precise logiche. Queste logiche da un lato si basano sulla tradizione, mentre dallíaltro lato assumono suggerimenti dai nuovi contributi autonomi che ne rivitalizzano il linguaggio.

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Il trattato Una modalità di lettura della struttura architettonica è stata attuata dai trattatisti che, attraverso le loro opere, hanno stabilito la base ìlogicaî sulla quale sviluppare i principi architettonici. Il trattato, frutto delle loro ricerche, diviene luogo della sistematizzazione del sapere architettonico; strutturato in modo tale che tutte le proposizioni in esso contenute derivino le une dalle altre, viene configurato quale sistema. Un sistema strutturato con un insieme di elementi ognuno concepito contemporaneamente come parte di un insieme più complesso, e costituito da parti componenti che permettono la costruzione di un inventario sistematico dellíarchitettura tale da consentirne lo studio e la scoperta di eventuali contraddizioni di metodo. Così si rinnova líesperienza vitruviana, alla quale si attinge dichiaratamente, a partire dai concetti fondamentali come la nozione di symmetria, intesa quale accordo fra le parti e di esse con il tutto, una nozione che si può ritenere di larga massima equivalente allíattuale definizione di struttura.
Ad esempio, Francesco Milizia desume i principi costitutivi dell'architettura e le regole su cui questi si basano, dalla classificazione dell'architettura operata a partire dall'organismo unitario e scomponendolo nelle sue parti componenti, sino ad arrivare agli elementi che non possono essere ulteriormente scomposti a scapito della perdita della loro connotazione. Ciò che tiene insieme queste parti sono le regole compositive, geometriche, dimensionali, qualitative, ecc. Secondo líautore, queste vanno rispettate affinchè si possa tendere al raggiungimento della bellezza architettonica. E' possibile, per Milizia, anche la deroga alle regole, semprechè ciò avvenga come esito di un ragionamento e non come pratica imitativa, intesa qui come mera copia o rispetto aprioristico di personalità carismatiche. La deroga dunque, chiara e dichiarata, assume validità se assurge a principio, come egli chiarisce quando scrive: "... è intieramente contrario all'autorità, ed alla pratica generale. Sialo: basta che sia uniforme alla ragione, a petto di cui tutte le autorità e gli esempi del Mondo sono uno zero".
Norma importante per l'architetto consiste dunque nell'uso misurato ed essenziale delle varie parti componenti una fabbrica per evitare di produrre confusione o eccessiva ricchezza. L'essenzialità - "i più perfetti profili vogliono essere composti di poche modanature, variate nella forma e nella grandezza, applicate convenientemente ai loro usi, e disposte con gusto" - serve a dare il giusto valore al "membro predominante, cui tutti gli altri debbono servire, onde sembrino fatti o per sostenerlo, o per fortificarlo, o per coprirlo dalle ingiurie dell'acqua".

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Rilevare la bellezza dell'architettura Questo é il compito primario che Milizia si propone, in quanto ritiene che líopera architettonica possa considerarsi perfetta solo se raggiunge il massimo grado della bellezza e che chiunque si interessi di architettura debba comunque tendere a questo. Dunque, la direzione verso la quale ci si dirige é la ricerca delle radici della bellezza dell'architettura. Per il raggiungimento dell'obiettivo prefissato vengono affrontate tematiche alquanto diversificate.
Innanzi tutto viene indicata come funzionale la pratica imitativa. Ma come attuare e quale é líoggetto della imitazione? Qualunque forma di rappresentazione di un oggetto, avendo una sua base artificiosa, é di per sè una forma artistica, e contemporaneamente in quanto da essa derivano prodotti che sono staccati ed autonomi dallíoggetto stesso, é imitazione.
In quanto a ciò che va imitato, esso deve essere nello stadio quanto più vicino alla sua origine, senza che sia intervenuto su di esso alcuna trasformazione artificiale. Eí nella natura che si ritrova la base pura esente da imitazione, a cui riferirsi per prelevare quegli elementi sui quali attuare la propria interpretazione artistica.
Eí evidente che essendo líimitazione una pratica demandata allíintelletto, può attuarsi secondo vari gradi di relazione rispetto allíoriginale naturale. L'imitazione può essere esplicitata attraverso il prelievo di elementi segnici dal passato tali da essere riproponibili fedelmente, rispettandone l'origine, oppure attraverso un modo libero di interpretazione così da dar luogo ad una nuova poetica. Si può tendere ad avvicinarsi il più possibile al modello naturale operando con rigore intellettuale e producendo una copia quanto più si ritenga fedele, oppure si può andare oltre tale posizione come colui che ì... la compone, la esagera, líaltera, líabbellisce - che - ne é il poetaî.
La pratica dellíimitazione viene così ritenuta suscettibile di continui miglioramenti, ma anche di cadute di qualità. 
Proprio nellíimitazione della natura si tenta líanalogia con gli schemi biologici della vita dellíuomo per perseguire fini scientifici. Lo svolgersi dellíimitazione presenta, prendendo a modello la vita dellíuomo, diversi stati di crescita; vi si individua il momento della nascita, cioè della creazione dell'arte attuata dagli uomini di ingegno prendendo a modello la natura, il momento dellíinfanzia, in cui presenta caratteri di immaturità contestualmente ad una fervida attività, il momento del miglioramento, della maturazione e della massima espressività e produttività; infine il momento della decadenza, quando líimitazione arriva ad operare su se stessa, senza creare apporti nuovi. Vengono ancora classificati i diversi gradi di evoluzione dellíimitazione in relazione allíoperatore. Chi imita per la prima volta é colui che crea: il suo modello é esclusivamente un modello naturale al quale direttamente rivolge la sua attenzione. Líimitazione così viene a coincidere con la creazione. Chi a sua volta é imitatore di questi, può fare ancora di più, in quanto può elevare il grado qualitativo raggiunto precedentemente. Entrambe le condizioni, trovano un punto in comune se guidate dallíingegno, quale ispiratore della capacità di scelta e selezione degli archetipi ritenuti migliori, di individuazione di quelli che si ritengono essere i loro difetti - perché siano eliminati -, con la possibilità di aggiungere ìle bellezze di propria invenzione o scelta dovunque ha saputo raccoglierleî.
Seguendo líevolversi razionale dellíimitazione si arriva così al punto in cui ìÖ la nobiltà, la generosità e la libertà rendono líimitazione una continua invenzioneî. L'invenzione architettonica è dunque l'ideazione nuova prodotta con proprio ingegno, con il carattere di autenticità e non di copia.
Si introduce a questo punto il rilievo quale strumento necessario per esprimere un giudizio qualitativo sulla invenzione. Líanalisi della composizione architettonica, attraverso la lettura della combinazione degli ornati, più o meno elegante e bella; della distribuzione delle parti, più o meno proporzionata; della comodità più o meno corrispondente ai fini ai quali è devoluta l'architettura e le sue parti; del rispetto della solidità, permette líacquisizione di nozioni che si riflettono nella invenzione-progetto. 
Viene ribadita così la necessità di riferirsi ad un modello architettonico analizzato attraverso líapplicazione della scomposizione vitruviana in venustas, utilitas e firmitas, che Milizia ridefinisce con i termini di bellezza, comodità e solidità, cioé di parametri rispetto ai quali valutare le qualità di una architettura. All'immaginazione succede l'ideazione, che è ancora immaginazione, ma che uniforma i propri procedimenti a quelli della ragione.
In virtù delle considerazioni fatte, il progetto, nella formazione della cultura architettonica, costituisce per Milizia líanello finale di una catena che, partendo dallo studio delle opere esemplari - necessario alla formazione del gusto architettonico -porta conseguentemente a quel ... non so qual fuoco d'invenzione che prima non appariva.

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La relazione tra rilievo e progetto Nel progetto l'architetto introduce una sua definizione di rapporti, di scelte di valori, e formula in sintesi uníoperazione di analisi approfondita fin nei minimi dettagli. Il rilievo viene a tradursi in progetto man mano che esso diviene "scientifico" e porta líarchitetto a fare precise scelte sulla realtà. Molti progettisti, muovendosi in sincronia con tale tendenza applicano nella costruzione del progetto e nelle relative scelte i valori prelevati dal rilievo. Nel rilievo, così come nelle scelte del progetto, preleva all'interno di una serie di elementi conosciuti, ciò che effettivamente può essere tradotto in funzione, attuando scelte ben precise dettate dal contesto storico e razionale. Nasce così dal contesto la ricerca di una relazione conseguenziale ìscientificitàî tra rilievo e progetto. Lo studio dell'architettura del passato da un lato, e la prefigurazione del progetto dallíaltro, mirano alla conoscenza dell'intero organismo architettonico attraverso l'indagine sulle sue parti componenti. Ancora, quando si è alla ricerca della definizione di una cultura architettonica, - che è sempre stimolata da nuove strategie e filoni di approfondimento - si attua corrispondentemente una esegesi del patrimonio architettonico antico, e così alla necessità di mancanza o dispersione di regole non più rispettate, corrisponde la ricerca della relazione tra le parti costituenti l'organismo architettonico.

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Logica di graficizzazione del modello interpretativo Nel progetto, la natura particolare di alcune nuove esigenze, conduce alla definizione di risposte di carattere formale innovative. Quando le prime debbono essere necessariamente soddisfatte in tempi brevi e con un numero considerevole di manufatti, si attua conseguenzialmente la scelta di riprodurre in gran numero opere aventi medesime conformazioni. Ci si rivolge così al concetto di tipologia connesso con la varietà dei casi, unificati in una unità di categoria.
Ne consegue che per esprimere poi, graficamente, le proprie intuizioni e formulazioni teoriche che utilizzano il processo di indagine che porta a definire il modello, che, come tipo ideale ripetuto, costituisce l'elemento fondamentale attraverso il quale fondare la ridefinizione delle successive composizioni, risulta necessario associare alla logica di contenuti la conseguente logica di graficizzazione.

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Modello interpretativo Nellíambito di tale ricerca, ad esempio, tornando a Francesco Milizia - teorico settecentesco - questi assume c