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    Università degli Studi di Napoli ìFederico IIî - Corso di diploma in Edilizia - Indirizzo Costruzione
     
     
     
     
     
     
     
     

    CORSO DI RILIEVO DELLíARCHITETTURA
    Anno Accademico 1999/2000

    Docente Dott. Arch. Francesco Maglioccola



     
     
     
     
     
     
     
     
     

    PROCEDURE DI RILEVAMENTO

    maggio 2000
     
     
     
     
     
     

    Parte seconda 

    Precedente - Successiva

    Dispensa ad uso degli studenti del corso di Diploma Universitario in Edilizia




Indice degli argomenti affrontati durante le lezioni
LA CONOSCENZA DEL MANUFATTO ARCHITETTONICO. LA SCOMPOSIZIONE IN ELEMENTI.
 
Nomenclatura Per poter effettuare il rilievo di una architettura è necessario scomporre il manufatto architettonico nelle sue parti componenti. E' quindi necessario attuare una preliminare scomposizione ai fini della conoscenza di queste parti. Viene qui di seguito proposta una classificazione di alcuni elementi costituenti uníarchitettura allo solo scopo di orientare líallievo nel percorso riduttivo.

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Elemento
(DAU -Dizionario Enciclopedico di Architettura e Urbanistica - Andrea Silipo).
Il prodotto architettonico, considerato nella sua qualità di struttura costruttiva, si presenta come frutto di un'operazione di assemblaggio di oggetti, parti funzionali, tettoniche, decorative, ecc. La nozione di elemento riguarda quindi ciascuna di queste parti, ma riguarda anche, in senso più lato e comprendendo il valore di "pensiero" artistico che ha un'operazione architettonica, ogni generatrice fisica e metodologica di un'operazione spaziale tridimensionale.
Elementi di un costrutto architettonico possono essere considerati così i mattoni, gli infissi, le singole parti di copertura e di rivestimento, ma tanto più alcune qualità anche non fisicamente rintracciabili, quali una legge interna di costruzione, simmetria e disimmetria, sintagmi geometrici, ecc. Così ad esempio gli ordini classici sono sì costituiti da vari elementi costanti (basamento, colonna, trabeazione, ecc.) ma sono anch'essi, in quanto determinano ripetendosi una legge spaziale unitaria, elementi di una determinazione stilistica. Di qui la componente semantica del termine che indica il oncetto di parte originaria, struttura minima, inscindibile, al di qua della quale non esiste che la materia informe e casuale, mentre la ripetizione ed il suo accostamento ad altre di tipo diverso dà luogo ad una struttura spaziale essa sola compiuta. Tuttavia l'uso di ategorie proprie della scienza dei segni e dei linguaggi per la comprensione critica dell'arhitettura onsiderata come messaggio portatore di valori specifici o generali, addotto da gran parte della critica odierna, contribuisce a chiarire solo fino ad un certo punto la natura del rapporto che esiste tra un elemento e l'intera struttura di cui è parte. Esiste infatti per l'architettura un problema di scala, tanto nrella progettazione che nella fruizione di una struttura. Considerato, cioè ad una scala diversa, in generale meno approssimata dell'intera struttura, l'elemento architettonico possiede esso stesso valore figurativo e conoscitivo, autonomamente dalla funzione parziale e determinata cui esso assolve nel contesto spaziale in cui è collocato.

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Per scomporre il manufatto architettonico nelle sue parti costitutive indivduando gli elementi che lo compongono si attua la sua modellizzazione  attraverso una interpretazione in cui vengono fatte delle scelte di priorità e di qualità di elementi. Applicando tale modello interpretativo ad una architettura a prevalente carattere costruttiva e compositiva tradizionale si individuano due classi: gli elementi che definiscono l'impianto e gli elementi che definiscono lo spiccato. Impianto deve intendersi la matrice dalla quale si genera il manufatto articolato nei vari livelli, mentre per spiccato ciò che permette il configurarsi delle facciate. Approfondendo la definizione delle parti, l'impianto è composto dall'accesso, dall'androne, dal cortile, dalla scala mentre lo spiccato è composto dai limiti, il basamento, il fronte e la copertura.
A sua volta ognuna di tali parti si compone di elementi. All'accesso appartengono il portale (che fa da tramite con l'androne), il marciapiede, i vani di ingresso, ecc. All'androne appartengono il portale, ecc. Al cortile, ... ecc. Alle scale, --... ecc. Ai limiti appartengono il portale (che fa da tramite con il basamento), il marciapiede, i vani di ingresso, ecc. Al basamento appartengono il portale, ecc. Al fronte, le finestre, i balconi ... ecc. Alla copertura, --... ecc.
Se prendiamo ad esempio le coperture voltate, queste si possono considerare come sistemi composti da archi e volte. Approfondendo esclusivamente la conformazione delle volte ed adottando nella loro classificazione un criterio geometrico, distinguiamo queste in semplici quando sono formate da un'unica superficie e composte, quando sono formate da più superfici che si intersecano. Tra le semplici elenchiamo la volta a botte, a bacino, a vela, mentre tra le composte elenchiamo la volta a crociera, a vela, a padiglione, a botte lunettata, a botte rampante, ecc.
Come dunque si rileva una copertura voltata ? Innanzi tutto va individuata quale é la matrice geometrica sottesa alla forma visibile ovvero alla forma delle parti nelle quali sia scomponibile. 
Una cupola, ad esempio, in prima approssimazione si compone del tamburo, della cupola propriamente detta e del cupolino. La mancanza di una di queste parti non implica líesclusione della forma dalla  definizione di cupola. In genere la forma del tamburo è una forma cilindrica avente quale direttrice la pianta della cupola e quale generatrice la direzione verticale. E cosi via.

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La lettura dei valori formali, compositivi e geometrici-relazionali presenti nei manufatti architettonici Omissis

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Il rapporto tra il rilievo e le diverse scale di approfondimento Omissis

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Analisi della iterazione tra le componenti fisiche e le componenti emozionali. Omissis

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TERMINOLOGIA TERMINOLOGIA

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Misura
Dizionario Enciclopedico di Architettura e Urbanistica, Roma 1969 (DAU)
Dal lat. mensura, derivato di mensus, participio passato di metiri, misurare. In termini matematici, rapporto tra una grandezza A e un'al-tra grandezza V a essa omogenea, presa come campione, equivalente sempre a un numero reale. Nel mondo antico, mentre gli Egizi costruivano se-condo m. derivate dall'applicazione agli edifici della loro concezione cosmogonica, i Greci, puntando l'atten-zione sull'uomo, crearono una serie di rapporti architet-tonici variabili per ciascun edificio e commisurabili sol-tanto con altri elementi di questo (v. tempio). Presso i Romani, nei quali era vivissimo il senso della quantità, si generalizzò l'uso di costruire secondo un'unità di m. prescelta e di spartire i territori secondo tracciati ortogonali (v. castrum; centuriazione). L'interpreta-zione geometrica dello spazio, mediante l'applicazione agli edifici della sezione aurea che ordina la materia secondo una successione costante di rapporti, si afferma definitivamente nel Rinascimento (L. Pacioli, De di-vina proportione, Venezia, 1509). Celebre la frase di L. B. Alberti ìLe misure et proportioni dei pilastri tu vedi ond'elle nascono: ciò che tu muti, si discorda tutta quella musicaî. L. F.

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Rilevamento
Dizionario Enciclopedico di Architettura e Urbanistica, Roma 1969 (DAU)
Complesso di operazioni eseguite per determinare grandezze fisiche mediante la rappresentazione su carte comuni o speciali. A seconda delle grandezze scelte si hanno vari tipi di rilevamento. Interessano l'ingegneria: il rilevamento geologico, per la rico-gnizione di aree interessate da Costruzioni di opere idrauliche e di gallerie ferroviarie e allo sfruttamento di giacimenti minerari; il rilevamento topografico (v. rilievo), per la rappresentazione geometrica su un piano di una determinata regione, parte importante del quale è il rilevamento particellare o catastale, con cui il catasto (v.) provvede a registrare la suddivisione delle proprietà terriere.

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Rilievo
Dizionario Enciclopedico di Architettura e Urbanistica, Roma 1969 (DAU)
Il termine designa: -l'operazione topo-grafica atta a individuare le dimensioni e la forma di un oggetto attraverso la determinazione della posizione reciproca di un sufficiente numero di punti (v. planimetria; altimetria); 
-il tipo di scul-tura emergente da un piano di fondo uniforme che a seconda del maggiore o minore aggetto si distingue in altorilievo (v.), bassorilievo (v.), graffito (v.), mezzotondo (v.), stiacciato (v.), tuttotondo (v.); in architettura, l'insieme degli elementi sporgenti da una superficie di fondo (v. membratura; agget-to) e in generale ogni fenomeno che dà valore pla-stico all'edificio (v. plasticismo).
-Le recenti tecniche del rilevamento topografico basate sulle fotografie aeree, sui metodi di prospezione elettrica e magnetica (v. prospezione), sulla fotogram-metria (v.), hanno aperto nuove vie all'archeologia, limitata per il passato agli scavi sistematici (v. scavo).
-Il concetto di rilievo in architettura rimanda a quello di valori plastici rendendo incerta la linea di demarcazione tra architettura e scultura. Infatti elementi di per sé architettonici quali lesene, trabeazioni, capitelli, colonne, sottoarchi possono imprimere un andamento più o meno modulato a un edificio a seconda delle interfe-renze di carattere scultoreo. Con grande frequenza nella storia dell'architettura, a partire dall'Egitto antico, statue e serie di statue con funzione portante (cariatidi, telamoni) sostituiscono strutture architettoniche sotto-lineando l'effetto plastico, mentre al contrario nell'arte indù i rilievi figurativi che precorrono le pareti esterne dei templi sminuiscono l'importanza della forma architettonica a favore dell'esaltazione dei significati sacri. Nell'architettura classica statue e rilievi inseriti in timpani e fregi accentuano i valori spaziali delle membrature, sottoponendo all'occhio una scala di valori e di misure (A. C. Quatremère de Quincy, Dizionario storico di architettura, Mantova, 1842, s.v. scultura, p. 431). Cor-nici, nicchie, specchi e ogni stracarica decorazione tra cui gli stucchi qualificano nell'architettura barocca gli spazi compositivi e ìla spazialità illusiva del rilievo non è altro che prolungamento o sviluppo o integrazione della spazialità architettonicaî (G. C. Argan, EUA s.v. scultura e plastica, col. 355). Con il Barocco lo sviluppo volumetrico del rilievo si esplicita attraverso l'impiego di tutte le risorse delle teorie ottiche (v. illusionismo) fino a giungere alla creazione della parete ondulata e a quella concitata articolazione di sporgenze e rientranze che deter-mina l'assimilazione dell'edificio allo spazio urbanistico.
 

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Il processo edilizio tradizionale: la rappresentazione delle opere
LA PREPARAZIONE AL RILIEVO: LA DOCUMENTAZIONE

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La redazione della relazione documentativa Líelaborazione della relazione relativa allíedificio oggetto di indagine, sarà strutturata secondo il modello interpretativo proposto, ed inteso anche come utile richiamo e sistematizzazione delle problematiche connesse al rilievo e quale primo esito di un lavoro in itinere che potrà poi nelle successive fasi essere ampliato e maggiormente approfondito. Applicando quindi il modello interpretativo proposto (cfr. Il modello interpretativo) si attua la lettura effettuata direttamente dallíanalisi del manufatto. Innanzi tutto andranno individuate le parti derivate dalla scomposizione in impianto e spiccato. Dellíimpianto andranno descritti i limiti, líorganizzazione dei vari ambienti e le modalità secondo le quali questi si strutturano in relazione alla quantità e qualità dei livelli.

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Líimpianto - Accesso La parte che permette di percepire la possibilità di passaggio dallíesterno allíinterno del manufatto architettonico, e che costituisce líelemento che caratterizza lo stesso in relazione allíambiente in cui è collocato.

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Líimpianto - Androne Nella tipologia del palazzo costituisce líambiente di transito che collega líesterno con líinterno, e che costituisce una sorta di cono visuale che inquadra il cortile laddove esiste, ovvero la distribuzione degli ambienti con il o i corpi scala.

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Androne.(DAU) Dal greco "andrvn" ambiente che dalla porta d'ingresso della casa conduce alla scala o al cortile. Nella casa greca sala destinata ai banchetti degli uomini, situata, secondo Vitruvio, al centro dell'andronitis, a pianta quadrata e di ampiezza sufficiente a contenere quattro triclini. Nella casa romana gli andrones erano i corridoi di disimpegno tra gli alloggi degli uomini e quelli delle donne. Nell'architettura del Quattrocento ha generalmente copertura a volta e decorazione sobria che si arricchisce più tardi con lesene, nicchie, riquadri, pitture e stucchi. Nell'architettura militare è detto a. il passaggio sotto il parapetto che dalla fortezza conduce al fossato.

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Impianto - Cortile Spazio centrale nellíambito della conformazione della tipologia a corte ove i vari ambienti trovano affaccio. Talvolta ridotto a semplice vanella quale servizio per permettere il ricambio dellíaria. Da questi si dipartono le scale per il collegamento verticale dei vari livelli.

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Cortile.(DAU) Spazio scoperto interamente o parzialmente delimitato dai corpi di fabbrica di un edificio e destinato, oltre che a dare aria e luce agli ambienti interni, allo svolgimento di funzioni particolari riguardanti la destinazione d'uso dell'edificio stesso.
Si possono considerare cortili i recinti dei templi egiziani e assiro-babilonesi; gli spazi scoperti interni delle case d'abitazione, e di alcuni edifici religiosi, della Cina, dell'India, dell'Islam, dell'America precolombiana; (avlh) delle case greche; l'atrio e il peristilio delle case romane; oltre i chiostri di molti edifici religiosi.
C. veri e propri, per lo più delimitati da ballatoi, logge, portici, compaiono nel Medioevo e si sviluppano per tutto il Rinascimento e il Barocco. Nell'Ottocento, in particolare dopo lo sviluppo di Parigi a opera di Haussmann, diventano un elemento tipico delle case d'abitazione plurifamiliari.
Nell'edilizia recente il c. ha prevalentemente una funzione pratica quale mezzo di illuminazione delle fronti interne dei corpi di fabbrica e come tale è oggetto di una costante regolamentazione aggiornata in relazione alle caratteristiche funzionali degli edifici. Così non si possono avere c. o appendici di c. larghi meno di 3 m. netti; inoltre i singoli regolamenti igienico-edilizi prescrivono minimi di area del c. in rapporto all'area totale del terreno fabbricabile, alla superficie e altezza dei muri che lo limitano, alle condizioni di ventilazione e illuminazione; prescrivono inoltre i limiti assoluti allo scopo di consentire la circolazione dei veicoli. 

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Impianto - Scale Sistema di collegamento verticale tra i vari livelli, che in determinate situazioni definiscono una propria autonomia figurativa e compositiva.

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Scala. (DAU) Dal lat. scando, salgo; indica, nel significato più usuale, un apparato fisso o mobile che serve a superare dislivelli gradatamente. Nel senso più attinente l'architettura e l'edilizia, impianto fisso predisposto a raccordare i diversi piani di un edificio o l'edificio stesso al terreno su cui insiste.
In riferimento agli elementi strutturali della s. si definiscono rampe le strutture variamente inclinate che consentono il superamento di dislivelli; possono essere piane o voltate e sono costituite da più gradini. I gradini o scalini rappresentano il dislivello da superarsi con un "passo" normale.
I pianerottoli, ripiani, ballatoi sono strutture, anch'esse piane o voltate, disposte orizzontalmente dove il percorso delle rampe cambia direzione, o dove risultasse troppo lungo il percorso della rampa stessa. La gabbia è costituita dall'insieme di tutte le strutture portanti, quali muri e pilastri, che individuano lo spazio nel quale la s. stessa si articola con le sue rampe e i suoi ballatoi. L'anima è costituita dall'insieme delle strutture portanti poste al centro della s. in aiuto alla gabbia, quando rampe e pianerottoli siano notevoli di dimensioni. Il pozzo o tromba è il vuoto individuato dalla parte interna di sviluppo delle rampe, quando manchino le strutture d'anima.
Tra le principali opere di finitura si possono individuare il parapetto che ha il compito di salvaguardare l'incolumità di chi percorre la s., indispensabile quando si abbia la tromba (può essere in muratura piena o lavorata o in ferro;) e la zoccolatura che si svolge su tutta la lunghezza della s. ricoprendo, con altezza variabile a seconda dei casi, il muro opposto alla ringhiera; generalmente è in materiale resistente e lavabile.
Classificazione tipologica, dimensionamento, ubicazioni
A seconda del tipo di edificio che servono, le s. si distinguono in s. per edifici pubblici e s. per edifici privati. In relazione al volume di traffico che su esse si svolge, ne consegue un opportuno dimensionamento. Per s. poco frequentate (s. di servizio) si può assumere come dimensione ragionevole la larghezza di cm. 55. Per il passaggio di due persone occorrono cm. 130. Per il passaggio di tre persone cm. 190. Per le s. di grandi dimensioni vi sono norme apposite, quando siano da collocarsi in edifici pubblici a grande affluenza. I valori ottimali dello spazio che generalmente una s. può servire si aggirano intorno ai mq. 400-500; oltre questo limite occorre una s. ogni mq. 350. Circa la ubicazione va detto che, in relazione allo sviluppo in verticale degli edifici e all'uso ormai affermato degli ascensori, la s. tende ormai ad occupare un posto che sia il meno ingombrante e il più sicuro possibile. A questo scopo corrispondono bene le s. a tenuta di fumo o antincendio che permettono una rapida evacuazione nel caso di incendi, eliminando il pericolo del fumo e quindi dell'asfissia. Sono collocate in genere alla estremità del corpo di fabbrica, con accesso esterno sul pianerottolo 
In base al sistema statico del dispositivo della struttura, si possono individuare tre tipi fondamentali di s.:
-A Volta. Sistema costruttivo usato largamente fino all'introduzione dei materiali elastici nell'edilizia; si realizza in mattoni. Le rampe sono sostenute da volte a botte e generatrici inclinate, impostate o fra i muri d'ambito e quelli d'anima, o soltanto fra i muri d'ambito. Le volte di scarico si realizzano in duplice modo: o con muratura dello spessore di una testa con centine di sostegno, oppure con mattoni in foglio (metodo romano) usando malta a rapida presa, che elimina l'uso delle centine.
-Appoggiate. Sono costituite da travi portanti, disposte lungo i bordi della rampa e che si appoggiano sulle travi orizzontali dei ripiani: queste travi sostengono a loro volta una orditura minore, i gradini. Quando l'edificio é costruito in muratura ordinaria, le travi si trovano soltanto sul bordo interno, sia delle rampe che dei ripiani. Se le travi sono in cemento armato la struttura portata sarà una soletta; se sono in ferro, l'orditura sarà costituita da tavelloni o da volticelle di mattoni.
-A Sbalzo. Sono costituite da elementi incastrati nei muri d'ambito, ciascuno dei quali si sostiene per proprio conto e reagisce alle sollecitazioni derivanti dal peso proprio e dal carico accidentale. Generalmente si usa però, per maggiore sicurezza, collegare fra loro i vari gradini, in modo tale che la resistenza di ciascuno si sommi a quella del sottostante. Possono essere realizzate in diversi materiali. Le s. a sbalzo in pietra sono costituite da elementi a sezione rettangolare per la parte incastrata nel muro la cui lunghezza non deve essere inferiore a un quinto della lunghezza complessiva del gradino stesso; a sezione triangolare per la parte a sbalzo, permettendo la formazione di un intradosso piano e continuo della rampa. La larghezza in questo caso non può essere superiore a cm. 30, poiché la pietra non presenta una elevata resistenza alle sollecitazioni di trazione e taglio. Le s. a sbalzo in cemento armato vengono realizzate in maniera duplice. Si può avere una soletta molto robusta incastrata direttamente nei muri di ambito, oppure avere degli elementi a sbalzo che a loro volta portano la soletta. Sia in un caso che nell'altro le strutture funzionanti a mensola vanno incastrate con un cordolo nel caso di edifici costruiti in mattoni, o con una trave di spessore opportuno che riporti i carichi sui pilastri nel caso di edificio con struttura in cemento armato. Per le s. in legno e ferro i dispositivi statici sono gli stessi. 
-Prefabbricate. Con la progressiva diffusione del prefabbricato nella pratica edilizia, la s. è stata oggetto di numerosi studi e realizzazioni. Si producono s. del tutto finite, o anche i soli gradini che permettono di ottenere a seconda della messa in opera s. con diverse alzate e pedate. Per le intere rampe il procedimento più diffuso è quello del cemento armato vibrato, con sagome degli scalini alleggerite, da vincolarsi ai bordi di due ripiani successivi 
Morfologia
Le s. si configurano in maniera diversa a seconda del modo di sviluppo delle rampe. Si hanno così vari tipi in relazione alla pianta della gabbia delle s.:
-A una o piu' rampe in linea;
-A Pianta Rettangolare. Se ne hanno due tipi particolarmente diffusi: a rampe rettilinee disposte simmetricamente, con direzione ruotata di 180°; a tre o più rampe rettilinee;
-A Pianta Circolare. Si ha il tipo a chiocciola quando i gradini si appoggiano a un perno centrale; il tipo anulare quando si ha uno spazio circolare di risulta;
-A Pianta Poligonale;
-A Pianta Mistilinea. Con rampe cioè rettilinee e curve. I tipi precedenti, variamente combinati, danno luogo a forme tipiche, fra le quali le più diffuse sono: a tenaglia; doppie; palladiane.
-Mobili. Sono costituite da una struttura portante continua, azionata da un motore elettrico e costituita di gradini mobili e snodati tali per cui alla estremità inferiore e superiore le alzate, inserendosi in uno speciale dispositivo a pettine, possono scomparire, permettendo il passaggio dalla struttura mobile al piano fisso. Sono diffuse soprattutto negli edifici a intenso traffico di persone, quali grandi magazzini, supermercati, stazioni di metropolitana, permettendo uno smistamento di grande quantità e costante nel tempo.

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Lo spiccato - Limiti del blocco edilizio Sono tutte quelle parti individuabili quali posizioni limiti rispetto alle quale definire il manufatto. In altri termini essi sono rilevabili ad es. nelle strade che delimitano il lotto, ovvero da altri manufatti che si pongono quali limiti.

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Lo spiccato - Il basamento Eí la parte che definisce líattacco a terra dellíedificio, quasi a definire una parte che permette líinnesto nel terreno.

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Basamento. (DAU)  Si definisce b. quell'elemento dell'ordine architettonico posto al di sotto della colonna e della sua base e costituito da un parallelepipedo (dado) appoggiato su modanature e coronato da una sorta di cornice sporgente.

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Lo spiccato - Il fronte Eí la parte che rappresenta la proiezione dell'interno verso l'esterno, ovvero l'immagine visiva del significato architettonico.

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La copertura Si intende come copertura non solo líelemento di chiusura e limite superiore dellíedificio, ma anche ciò che con esso definisce il sistema costituito dalla cornice terminale, dal parapetto, dai corpi esterni che si sovrappongono al fronte.

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La relazione di sintesi La relazione andrà redatta su fogli formato UNI - A4 (21 x 29.7). Sulla prima pagina dovranno essere riportati gli estremi dellíedificio analizzato ed i dati del rilevatore, nonché la data di compilazione ed ogni altro dato ritenuto utile ai fini della identificazione). I dati prelevati in questa fase andranno sistematizzati nelle esemplificazioni didattiche in un elaborato grafico che descriva il manufatto architettonico attraverso líapplicazione del modello interpretativo attraverso la rappresentazione dell'insieme scomposto in parti. Queste, individuate nellíimpianto, basamento, fronte e copertura vanno rappresentate riorganizzando il materiale disponibile attraverso la lettura critica del manufatto operata.

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La schedatura dellíI.C.C.D. Una ulteriore possibilità di indagine e di analisi su manufatti architettonici è data dallíapplicare modelli di riferimento più rigidi che se da un lato non permettono di affrontare in modo esaustivo líindagine, costringono ad una estrema sintesi consentendo di pervenire ad una prima schematica sistematizzazione dei dati raccolti tali da costituire una iniziale bozza di lavoro. Una simile applicazione si attua seguendo ad esempio le schedature adottate da enti pubblici finalizzate alla tutela dei beni architettonici ed ambientali. Una di queste è la schedatura dellíIstituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD). Per la compilazione di queste schede di catalogo (il riferimento è alla scheda A - Architettura) vengono utilizzate delle convenzioni che appresso si vanno ad esplicitare.

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Documentazione fotografica Descrivere líarchitettura attraverso líimmagine visibile equivale a prelevare informazioni e restituirle contemporaneamente. Tale documentazione può essere però efficacemente attuata solo attraverso un uso appropriato delle tecniche di riproduzione fotografica. Utilizzando líimmagine fotografica è possibile innanzi tutto fissare in un preciso momento lo stato dei luoghi. Non fotografie da turista. Possiamo distinguere le immagini fotografiche in due categorie, líuna che costituisce documento autonomo, che ha valenza in quanto testimonianza della presenza e morfologia dellíoggetto, uníaltra che permette il loro uso metrico. Eí possibile ancora utilizzare líimmagine fotografica quale strumento per documentare valenze del manufatto architettonico che altrimenti non emergerebbero (foto díautore). Utili anche a stabilire quali siano state le vicende costruttive che hanno interessato il manufatto dalla sua costruzione allíattualità.
Nelle fasi di prelievo dei dati operate sul manufatto, la documentazione fotografica serve a descrivere le procedure seguite, a tenere memoria dello stato dei luoghi nel momento in cui si opera la restituzione. Ancora essa é un mezzo insostituibile nella verifica dei rilievi, permettendo líimmediato confronto visivo tra il reale rappresentato nella foto e quello rappresentato nei grafici di rilievo.

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Documentazione estrinseca Necessaria ad un efficiente programma di lavoro è la ricerca di tutte quelle testimonianze che esistono sul bene indagato. Tale ricerca affrontata prima di dedicarsi allíindagine metrica, ed utilizzabile per approntare un vero e proprio progetto di rilievo, dovrà essere esauriente il più possibile proprio per guidare le scelte di rilievo laddove interessano in special modo per le vicende storiche e statiche del monumento.

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Fonti bibliografiche, archivistiche ed iconografiche attuali e storiche Líindagine iconografica ed archivistica potrà operare sia nellíambito del territorio sia in quello specifico del monumento. Ogni fase di tale ricerca andrà documentata con líindicazione del luogo e dei documenti consultati (con numero e posizione di collocazione).
Nellíindagine bibliografica bisognerà fare molta attenzione alle date ed il materiale ritrovato dovrà essere catalogato in ordine cronologico tale da consentire la precisa identificazione e ricerca di ogni testo individuato. I dati essenziali da registrare saranno líautore, il titolo, il luogo di edizione, líeditore, líanno di pubblicazione, le pagine che si riferiscono al tema esaminato. Ovviamente andranno anche riprese il luogo di conservazione e la collocazione.
Per quanto è possibile il materiale ritrovato va riprodotto per conservarne memoria. Nellíattuare la riproduzione, che tenga salva líintegrità dellíoriginale, bisogna fare in modo da poter risalire con facilità alle informazioni presenti su di esso: la scala delle rappresentazioni, i colori, ecc.).

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La tipologia della documentazione Acquarelli
Aerofogrammetrie
Calchi
Calcoli
Carte del territorio
Disegni in computer
Disegni su carta
Fotografie
Fotomosaici e altre rappresentazioni urbane
Mappe catastali
Modelli
Pratiche edilizie
Pubblicazioni
Rilievi
Relazioni
Schedature
Schizzi
Ö

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Gli Enti ove è possibile trovare documentazione Archivi comunali
Archivi privati (di famiglie, di ordini religiosi, ecc.)
Archivi Statali (Biblioteche nazionali, Archivi di Stato, Musei)
Catasto - Ufficio Tecnico Erariale
Emeroteche
Pinacoteche
Enti locali - Regione, Provincia ed in special modo il Comune
ICCD - Soprintendenze
IGM - Istituto Geografico Militare
Ö

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ICCD - Soprintendenze Restando nell'ambito dell'esperienza italiana, vari sono gli Enti che sono istituzionalmente preposti alla conoscenza e documentazione del patrimonio edilizio. Innanzi tutto vi é l'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione - ICCD, che svolge il ruolo di coordinamento per gli organi periferici costituiti dalle varie Soprintendenze operanti sul territorio nazionale. Uno degli aspetti primari che viene affrontato dallíICCD è la catalogazione intesa quale schedatura tecnica costituente una prima fondamentale modalità di formazione di banca dati sui Beni Culturali.

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Soprintendenza ai BB. AA. e AA. In particolare la Soprintendenza che riguarda da vicino i beni Architettonici e la Soprintendenza ai BB. AA. e AA. che si interessa della salvaguardia, dellíapposizione di vincoli (vedi le varie leggi di tutela quali legge 1089/39, 1044/39, 457/78 ecc.), della schedatura degli edifici di pregio. Le soprintendenze hanno nel loro organico anche dei laboratori fotografici che in seno alle Sovrintendenze custodiscono ed aggiornano un archivio fotografico dei beni di particolare pregio nonchè archivi del catalogo che oltre alle cosidette schede ICCD conservano i documenti grafici relativi agli edifici restaurati ad iniziativa della Sovrintendenza. Ancora, per gli edifici sottoposti a vincolo, presso di loro si trova depositata copia di qualunque progetto di restauro proposti e realizzati su questi, anche ad opera di privati.

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Enti locali - Regione, Provincia, Comune Ancora gli Enti locali - Regione, Provincia ed in special modo il Comune - promuovono la conoscenza del territorio costituendo una propria cartografia tecnica. Inoltre sono depositari di tutti gli elaborati grafici necesariamente consegnati loro per poter procedere a nuove costruzioni od allíadatamento di quelle esistenti. In particolare agli uffici del genio civile facente parte dellíorganismo regionale si trovano depositati i relativi calcoli delle strutture di particolare entità ovvero di quelle in cemento armato.

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IGM Carte del  territorio dellíIstituto Geografico Militare alle varie scale.

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Ufficio Tecnico Comunale  Ogni comune dovrebbe essere dotato di una propria documentazione planimetrica tesa sia alla conoscenza del proprio patrimonio che al progetto. Di questi sicuramente devono far parte le cartografie in scala 1:4000 ed a volte in scala 1:2000 (necessarie per la redazione del Piano Urbanistico).
Aerofotogrammetrie (reperibili anche presso le imprese esecutrici).
Pratiche edilizie.

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Planimetria del Comune di Napoli - Scala originaria 1/1000

In questa mappa parametrata e georeferenziata, sono riportate le quote assolute riferite al l.m.m. della sede viaria e del terreno, la toponomastica, il limite degli edifici definito dal perimetro in corrispondenza dellíattacco a terra dei manufatti, negli spazi liberi da fabbricati sono riportate le curve di livello, i marciapiedi, le gradinate, ecc. 

Archivi privati Omissis
Archivi Storici Omissis
Biblioteche Omissis
Pubblicazioni Omissis
Emeroteche Omissis
Archivi fotografici Omissis
Immagine fotografica d'epoca - Piazza della Borsa a Napoli.

Pinacoteche Omissis
Immagine pittorica - Antonio Joli, La porta dello Spirito Santo (a Napoli)- 


Catasto - Ufficio Tecnico Erariale Un altro Ente, che a fini fiscali, persegue la conoscenza del costruito è il Catasto (Ufficio Tecnico Erariale). Questo si interessa di censire i beni immobili registrandone le proprietà, la consistenza e la loro variazione. Scopo del catasto è quello di censire i terreni e gli edifici a soli fini fiscali (in base a parametri predefiniti vengono determinate le tasse dovute allíerario, infatti il catasto dal punto di vista probatorio non definisce elementi affermanti).
Catasto dei fabbricati
Il catasto fabbricati si occupa della conservazione e aggiornamento delle informazioni inerenti la proprietà e la redditività dei fabbricati, nonché la loro consistenza documentata attraverso la redazione di rappresentazioni grafiche (piante). In particolare sono individuati i seguenti dati:
- ubicazione, attraverso la identificazione con un numero di particella indicato sulla mappa del suolo (corrispondente alla mappa del catasto dei terreni);
- descrizione delle singole unità immobiliari urbane1 con i dati di uso ordinario (categoria; p. es. A/2 per un'abitazione civile moderna), e di consistenza (ampiezza in vani o metri quadri o metri cubi); vengono inoltre custoditi anche i corrispondenti disegni planimetrici (per lo più in scala 1:200);
  - rendita catastale: definizione della rendita annua da porre a base delle tasse sui fabbricati (ICI, IRPEF, ecc.);
 -  proprietà: come risulta dagli atti di proprietà (o di trasferimento, ecc.). Attualmente le informazioni del catasto dei fabbricati sono contenute in parte sui supporti di carta traslucida millimetrata (planimetrie), in parte sui fogli della mappa (corrispondenti a quelli del catasto dei terreni e il resto su "banca dati" elettronica).
Esiste una specifica normativa sulla procedura degli atti catastali, in particolare alcune norme dettano le modalità per la redazione dei rilievi e le loro rappresentazioni. Dallíarchiviazione cartacea, il Ministero delle Finanze si passerà a che tutte le informazioni catastali siano conservati in archivi elettronici collegati permanentemente con gli archivi dei loro legittimi proprietari così come risultano dagli archivi elettronici delle conservatorie dei registri immobiliari.
1Unità immobiliare: porzione di fabbricato o un intero fabbricato ovvero un insieme di fabbricati che, nello stato in cui si trova, è di per se stesso utile e atto a produrre un reddito proprio indipendente.

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La mappa urbana-terreni Per ogni comune, líintero territorio comunale é suddiviso in sezioni (es. Napoli - SCA corrisponde alla sezione San Carlo Allíarena, ecc.) ed é coperto da diversi fogli di mappa che nella rappresentazione cartacea é costituita da tavole di dimensioni cm 105 x 69. Sui fogli sono riportate le particelle identificate (ossia i fabbricati o gli appezzamenti di terreno) da un numero arabo (numero di mappa o mappale). Gli edifici che sono esentati dal regime díimposta come i luoghi di culto, i cimiteri, ecc. sono indicati invece con una lettera maiuscola. Gli edifici vengono rappresentati attraverso la proiezione orizzontale costituita dalla superficie coperta e non vengono indicati i vari livelli, né il numero di subalterni. Fanno parte delle particelle, ed intesi quali dipendenze annesse al fabbricato, i cortili, giardini, ecc. Nel momento della formazione, il NCEU ha utilizzato come base la mappa terreni, dove è possibile individuare il numero (o i numeri) delle particelle interessate, aggiornandola in ottemperanza delle nuove istruzioni. Le mappe terreni e quella urbana oggi sono in via di unificazione.

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Scheda del Catasto (VAX) - Fronte


Scheda del Catasto (VAX) - Retro
Le planimetrie Costituiscono le singole schede MOD. BN (CEU) sulle quali sono riportate, in scala 1/200 o eccezionalmente in scala 1/100, le altezze dei locali, i locali adibiti a servizi (cucina, bagno, corridoio) e líindicazione i proprietari confinanti. I dati riportati sulla planimetria di U.I.U. (Unità Immobiliare Urbana) sono líubicazione, quale il Comune con líindirizzo (via e numero civico), líidentificativo catastale (Foglio, Numero di particella e Subalterno), i dati del professionista compilatore. Sul grafico in pianta (1/100 o 1/200) è indicato líorientamento, líindicazione della destinazione degli ambienti (es. cucina, bagno), proprietà confinanti, freccia indicante líaccesso. Il modello planimetrico è allegato alla dichiarazione di nuovaa costruzione o di denuncia di variazione presentata allíUTE.

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Planimetria di Unità immobiliare urbana MOD. BN (CEU)

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Ö

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Parte seconda
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