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Università degli Studi di Napoli "Federico II" - Corso di diploma in Edilizia - Indirizzo Costruzione
     
     
     
     
     
     
     
     

    CORSO DI RILIEVO DELLíARCHITETTURA
    Anno Accademico 1999/2000

    Docente Dott. Arch. Francesco Maglioccola



     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

    PROCEDURE DI RILEVAMENTO

    maggio 2000
     
     
     
     
     
     

    Parte terza 

    Precedente - Successiva

    Dispensa ad uso degli studenti del corso di Diploma Universitario in Edilizia




Indice degli argomenti affrontati durante le lezioni Parte terza - Argomenti trattati in questa pagina
GLI ESITI DELLE INDAGINI INIZIALI: LA REDAZIONE DEL DOSSIER DOCUMENTATIVO
Contenuto del dossier documentativo Il dossier documentativo dovrà contenere:
- in copertina, líintestazione come indicato nellíallegato A, individuazione in pianta dellíedificio in esame su stralcio planimetrico in scala opportuna, estratta dalla planimetria allegata, il nome e numero di matricola dei componenti il gruppo di lavoro; La sigla utilizzata quale identificativo dellíedificio e sua eventuale denominazione (es. Palazzo Pitti).
- il formulario di identificazione, descritto in calce alla presente nota, riempito in ogni sua parte;
- una relazione generale descrittiva dellíedificio oggetto di rilievo nel suo insieme integrata dagli allegati.
La relazione, compilata a mano o a caratteri di stampa, con gli eventuali allegati (comprendenti informazioni díarchivio, rilievi, disegni in formato ridotto, foto, schizzi e appunti di rilievo in originale ecc.) dovrà essere rilegata in un unico fascicolo formato A4 (210 x 297 mm.). La relazione dovrà essere redatta su fogli formato UNI - A4 (21 x 29.7). Sulla prima pagina dovranno essere riportati gli estremi dellíedificio analizzato ed i dati del rilevatore, nonché il committente o líistituzione che ha richiesto il rilievo, la data di compilazione ed ogni altro dato ritenuto utile ai fini della identificazione.
I fascicoli saranno conservati e non verranno restituiti ai partecipanti al corso, occorre quindi farne una copia fotostatica al fine di conservare testimonianza del lavoro svolto.
- la scheda A - Architettura dellíIstituto Centrale per il Catalogo (I.C.C.D.) avente a soggetto líedificio assegnato.


Contenuto della copertina   (come indicato nellíallegato)


Contenuto del Formulario di identificazione Nel Formulario di identificazione vanno inseriti i dati di ingresso identificativi dellíedificio analizzato che in prima ipotesi sono:
A - Localizzazione
isolato
edificio
Via/strada/vico/vicoletto/largo/piazza
numero civico ingresso scala
denominazione (es. Palazzo x)
denominazione storica (es. Palazzo x già Palazzo x)
datazione
B - Vincoli
urbanistici, paesistici, tutela, ...
C - Struttura prevalente presente
Muratura/cemento armato/ferro/altra
D - Dati tipologici
 Cortili/Cortile/Cortile ampio/Cortile modesto/vanella/giardino
Scala/Scale/Scala Chiusa/Scala aperta/Scala aperta verso cortile/Scala aperta verso strada/Scala aperta verso strada e cortile/
Ascensore/Ascensore a vista/Ascensore in vano interno
Numero dei piani fuori terra
Numero facciate
E - Informazioni generali sulla singola facciata
Prospiciente strada (denominazione strada)/Prospiciente cortile
Orientamento Nord/Orientamento sud/Orientamento est/Orientamento ovest
Lato ingresso principale/Lato ingresso secondario/Facciata laterale
Facciata storica/Facciata recente
Colorazione recente/Colorazione storica
Tinta in buono stato/in cattivo stato/ sparita/ assente
Intonaco in buono stato/ in cattivo stato/ sparito/ assente
Il modello proposto, improntato ad un indagine sintetica potrà essere verificato ed esteso anche per altre voci prescindendo lo stesso dalla localizzazione e complessità della struttura analizzata.  Grazie alle conoscenze già acquisite ed alle opporture verifiche, sarà possibile, operare uníapplicazione coerente del modello prodotto.


Contenuto della relazione generale descrittiva La relazione generale descrittiva  deve essere comprensiva dei punti elencati:

1. Informazioni generali sullíedificio oggetto di rilievo
- La sigla utilizzata quale identificativo dellíedificio e sua eventuale denominazione (es. Palazzo Pitti);
- Indirizzo e numero civico; 
- Indicazioni catastali, quali UTE, Foglio di mappa, particella catastale, ecc.
- Ö

2. Descrizione dellíedificio preso in esame comprendente:
- Ubicazione geografica dell'edificio (allegare una pianta in scala opportuna che identifichi la collocazione urbana dell'edificio);
- Documentazione fotografica esauriente e di formato appropriato affiancata da uno stralcio planimetrico ove siano individuati i coni visuali per ogni singola foto;
- Sintesi storica dell'oggetto  di rilievo e del suo contesto architettonico presentata sotto forma di relazione.
- Descrizione attuata applicando il modello interpretativo;
- Elencazione delle parti ed elementi riconoscibili;
- e del loro stato di conservazione (materiali e degrado).

3. Studi connessi allíedificio preso in esame comprendenti:
- Descrizione dei materiali costitutivi il manufatto con particolare attenzione alla facciata.
- Dati sul degrado delle facciate con riferimento ai suoi materiali costitutivi;
- Studio integrato del degrado ambientale relativamente alle facciate ed agli elementi che abbiano modificato o siano in contrasto con gli elementi che connotano il carattere originario dellíedificio analizzato;



Contenuto della scheda A - Architettura dellíI.C.C.D Si rimanda alla descrizione della scheda A dellíICCD.
Contenuto degli allegati Si rimanda a quanto descritto nella documentazione estrinseca.
Relazioni redatte dagli allievi frequentanti il corso di rilievo dellíarchitettura nellíA.A. 1997/98. Esiti del rilievo condotto da allievi nell'ambito del corso di Rilievo dell'Architettura A.A 1997/98 tenuto dal Dott. Arch. Francesco Maglioccola presso il Diploma universitario in edilizia - indirizzo costruzione attivato dalla Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Napoli 'Federico II'. I temi d'indagine affrontati in tale occasione sono stati i seguenti:

Tema d'indagine - Allievi 

Cappella d'Aquino - Chiesa di S. Maria La Nova - Napoli
Amantea Paola, Modestino Luca 

Chiesa di S.Maria del Gesù - Cava dei Tirreni (SA)
Andreiuolo Angelo, Andreiuolo Salvatore, Avagliano Manuela, Bonacci Aldo, Dessi Luigi, Salsano Giovanni

_______________________
Adinolfi Luca 

Palazzo Reale "Reggia di Caserta" - Caserta
Alfano Francesco

Santuario della Madonna delle Galline - Pagani (SA)
Ardolino Antonio

Abbazia Benedettina della SS. Trinità - Cava dei Tirreni (SA)
Avallone Antonio, Lucillo Giovanni

Chiesa di S.Andrea de Lama - Salerno 
Bara Antonio

Villa Campolieto - Ercolano (NA)
Buono Loreta

Ex teatro Verdi (sede della casa comunale) - Cava dei Tirreni (SA)
D'Amico Carmine

Villa Lauro - Sorrento (NA)
Guidone Maria

Chiesa di S.Maria al Quadriuviale - Cava dei Tirreni (SA)
Manzo Biagio

Monastero di S. Giovanno Battista  - Cava dei Tirreni (SA)
Maiorino Vincenzo

Palazzo Coppola  - Cava dei Tirreni (SA)
Murolo Massimo
_______________________
Passeretti Gianluca

Monastero di S. Giovanno Battista  - Cava dei Tirreni (SA)
Penna Rosario

Chiesa e Convento di S.Francesco - Altavilla Silentina (SA)
Perillo Pasqualino 
_______________________
Petrone Vittorio 

Edificio in via Sabatini, 8 - Salerno
Picardi Antonio 

Monastero di S. Giovanno Battista  - Cava dei Tirreni (SA)
Quarello Massimo 

Chiesa di S.Mauro - Casoria (NA)
Rosati Valeria 

______________________________________________
Somma Armando 

______________________________________________
Talamo Eduardo

______________________
Troianiello Luigi 

Battistero di S.Maria Maggiore  "La rotonda" - Nocera Superiore (SA)
Vitolo Basilio




Redattore scheda Valeria Rosati
Edificio Chiesa di S. Mauro Abate
Localizzazione Casoria (NA)
Denominazione Chiesa di S. Mauro Abate
Datazione Inizi 1400
Struttura prevalente Muratura in tufo
Dati tipologici Edificio religioso a navata unica con cappelle laterali
Relazione descrittiva La Chiesa di S. Mauro Abate attualmente esistente è la seconda in ordine di tempo ad essere stata costruita. La primitiva Chiesa esisteva come Ente religioso già prima del 1429; divenuta insufficiente alle necessità del culto della popolazione che, in quell'epoca, era composta di circa 1500 abitanti, si rese necessaria l'edificazione di un altro edificio religioso, più ampio e di maggior decoro. La costruzione iniziò il 15 gennaio 1606 sul suolo di cui una parte era stata occupata dalla piccola chiesa preesistente e che fu poi utilizzata come sagrato del nuovo tempio, in modo da rendere prospetticamente meglio visibile la facciata della nuova costruzione. Una parte del suolo fu acquistata dall' "Università" (Municipio) di Casoria e una parte fu donata da un gruppo di notabili detti "particulares". Le notizie essenziali relative all'edificazione dell'attuale Tempio si leggono nella lapide marmorea situata all'interno della Chiesa, sopra l'architrave della porta principale. Il testo della lapide, tradotto in lingua italiana, dice:
"O viandante, L'Università e gli abitanti del luogo o, a meglio dire, quelli che vengono chiamati "particulares" del contado di Casoria, edificarono dalle fondamenta la Chiesa Parrocchiale che vedi consacrata a S. Mauro Abate, radicalmente rinnovata nell'antico aspetto, fornita ed ornata di cupola, di atrio, di giardini, di cisterne, di pozzo, di campanile e campane, nonché di molte prezione suppellettili pertinenti al culto e alla cura delle anime
Per futura memoria Alessio Russo e Andrea De Anna, sindaco e tesoriere, commissionarono, per ordine della stessa Università, la costruzione di questa lapide nell'anno del Signore 1668".

Descrizione della prima chiesa tramandata dal Preposto Curato D. Arcangelo Paone (1893)
"Essa era posta proprio sopra l'atrio dell'attuale Chiesa Collegiale, con le spalle alla strada che conduce al pontile (ora Via Card. Maglione), e con la fronte e porta verso l'attuale Campanile (ora Via S. Mauro) che conduce a Napoli. Nel 1606, edificandosi la Chiesa Collegiale che ora esiste, fu abbattuta quell'antica Chiesa Parrocchiale, ma il suolo però ... si lasciò come atrio della nuova Chiesa
In fondo di essa, ov'era l'altare maggiore dell'antica Chiesa, si vedeva un arco grande di fabbrica con basso cancello di legno che lo chiudeva, e nel muro di fronte era dipinto il Calvario; a dritta ed a sinistra poi di questo atrio si vedevano tanti piccoli archi di fabbrica, che formavano tante cappelline, ed in esse dipinti i misteri della Via Crucis, anche guardate da piccoli e bassi cancelli di legno.
E tutto questo poi fu tolto, e l'atrio antico fu spianato quando fu edificato il campanile, e fu formato l'atrio attuale della Chiesa "

Lo stile barocco
Non si conosce il nome dell'architetto che progettò il Sacro Edificio, ma questo ha poca importanza rispetto allo spirito creativo con cui è stato realizzato. L'interno della Chiesa, che offre alla vista una dimensione di spazialità, inondato dalla luce che piove dai finestroni, dà risalto alle luci e alle ombre degli stucchi e delle lesene, consentendo una gradevole lettura delle opere pittoriche. L'eleganza del complesso architettonico ci riporta a quello stile Barocco che dominò in italia dal principio del 1600 a tutto il 1750.

L'esterno
Costruita molto più tardi, la facciata non risponde alla ricchezza dell'interno, ma è di una sobria composizione architettonica. Il piano inferiore è ripartito in cinque spazi dei quali i tre centrali corrispondono alla navata, ed i due laterali alle cappelle. Il portale centrale è inquadrato da due colonne che, su un alto piedistallo, con basi e capitelli compositi, sorreggono la trabeazione ed il timpano curvo spezzato, mentre sull'ornia del portale si nota un elemento costituito da un fregio con lapide centrale e da un timpano curvo con sovrastante lo stemma di Casoria. I due portali minori e le riquadrature laterali sono inquadrati da lesene baccellate delle stesse dimensioni delle colonne centrali, che sostengono la trabeazione continua su tutta la facciata. Al piano superiore, limitato ovviamente alla larghezza della navata e raccordato con un elemento curvilineo al pilastrino terminale dei centrali, un finestrone rettangolare sormontato da una lunetta si inserisce nel timpano spezzato sottostante ed è inquadrato, insieme a due nicchie laterali, da quattro lesene baccellate che riprendono lo schema compositivo del piano inferiore e sorreggono la trabeazione ed il timpano terminale.

Lapide dedicata a S.E. Cardinale Luigi Maglione
Luigi Maglione nacque a Casoria il 2 marzo 1877; il giorno seguente fu battezzato nella Chiesa di S. Mauro Abate. Frequentò gli studi filosofici presso i Gesuiti di Napoli e l'Accademia dei Nobili Ecclesiastici a Roma. Nel 1918 fu mandato a Berna quale rappresentante della S. Sede e fu nominato Nunzio Apostolico a Parigi. Il 16 dicembre 1935 fu nominato Cardinale e il 12 marzo 1939, alla vigilia della seconda guerra mondiale, fu nominato segretario di Stato dal Pontefice Pio XII. In sua memoria fu eretto un monumento sepolcrale nella Cappella dedicata a S. Mauro.

Casoria: Chiesa di S. Mauro - Monumento del B. Ludovico da Casoria
Il Beato Ludovico nacque a Casoria l'11 marzo 1814 fu battezzato nella Chiesa Madre di S. Mauro il giorno seguente. Vestì l'abito francescano il 17 giugno 1832 e fu ordinato sacerdote il 4 giugno 1837. A Napoli fondò l'Opera degli Accattoncelli e l'Ospizio Marino per i marinai anziani a Posillipo; ad Assisi fondò l'Istituto per i bambini pluriminorati. Morì a Napoli il 30 marzo 1885 e fu beatificato dal Pontefice Giovanni Paolo II il 18 aprile 1993.

La cupola
La cupola, ben proporzionata, termina con un lanternino a pinnacolo centrale sormontato da una sfera con croce. E' rivestita con lastre di piombo, è posta all'incrocio della navata con il transetto e si sviluppa sul tamburo ad un'altezza di 40 mt. E' sorretta da quattro pennacchi, risultanti dalla congiunzione degli arconi della navata e del transetto e nelle cui specchiature sono affrescati i quattro Evangelisti. Il tamburo della cupola si imposta su quattro gruppi di pilastri, nella cui faccia interna sono ricavate nicchie con statue raffiguranti le quattro virtù cardinali, e sui quattro arconi corrispondenti raccordati da pennacchi; è dotato inoltre di otto finestroni sagomati con decorazioni in stucco e timpani spezzati curvilinei, inquadrati tra lesene con alette laterali che sorreggono il cornicione, sul quale scaricano le otto costolonature che dividono i fondali decorati.

Il campanile 
Il primo campanile era parte integrante della Chiesa, infatti si elevava sulla superficie dove oggi esiste la Cappella del Crocefisso. Esso fu demolito perché le continue vibrazioni prodotte dal suono delle campane recavano gravi lesioni alle strutture portanti della fabbrica.
Il nuovo campanile, alto 42 mt., di recente costruzione (1827), in nuda pietra di tufo, si erge sul lato destro della facciata. Esso è diviso in quattro piani di cui quello inferiore, con il portale di accesso, è a scarpa, senza alcuna decorazione e di proporzioni piuttosto pesanti, che attende ancora di essere completato nella sua parte architettonica decorativa. Il primo piano si imposta su una cornice marcapiano a toro; su ciascuna delle due facce sono sistemate lesene con basi ma prive di capitelli che inquadrano il finestrone e sorreggono la trabeazione. Questo motivo viene ripetuto, con varianti nello sviluppo in altezza, che si va progressivamente riducendo verso l'alto, per il terzo e quarto piano; quest'ultimo presenta una ricchezza maggiore nella trabeazione arricchita da mensole. Al secondo piano sono sistemate tre campane di diversa grandezza che vengono azionate elettricamente. Ai vari piani del campanile si accede con una scala di legno che però non è sufficientemente adeguata all'esercizio specifico; pertanto sono in corso lavori di restauro e consolidamento statico di tutta la struttura.

L'interno
La Chiesa di S. Mauro è a croce latina e misura mt.56 di lunghezza e mt. 24 di larghezza, riferita alla sola chiesa; questa larghezza raggiunge i 45 mt. con tutti i corpi aggiunti: sacrestia, le due Congreghe (del Buon Consiglio e di S. Maria della Pietà), il campanile e la casa canonica.
L'edificio è a navata unica con cappelle laterali (cinque per ciascun lato); all'incrocio della navata con il transetto si imposta e si sviluppa la cupola. Un'abside rettangolare conclude il sacro edificio. A lato di essa, sulla destra, è sistemata la sacrestia con volte lunettate ed altare, mentre sul lato sinistro si estende la Congrega di S. Maria della Pietà, grande ambiente rettangolare con asse perpendicolare all'asse della Chiesa. Dalla Congrega si scende nella Cripta adibita, nei secoli passati, alle sepolture. L'interno della Chiesa è molto ben studiato architettonicamente: all'unica navata si accede attraverso tre portali. La decorazione è molto sobria ed equilibrata: una serie di lesene, con basi e capitelli compositi, si addossa ai pilastri su cui si impostano gli archi delle cappelle, e sale a sorreggere la trabeazione che conclude il piano inferiore della navata.
Al di sopra della trabeazione, si sviluppa la decorazione del piano superiore costituito da ornie curvilinee, che inquadrano i dieci finestroni, con la sovrastante cornice curva terminale e dalla decorazione intermedia. Quest'ultima, in contrasto con gli schemi tradizionali, presenta l'originalità di avere nella parte inferiore movimentati elementi in stucco, con cornici e volute, e di riservare nella zona superiore un limitato spazio ai dipinti, a loro volta inquadrati in ricchi motivi in stucco. Una cornice terminale sorregge il fastoso soffitto cassettonato ligneo, sospesi con tiranti di acciaio alle catene delle capriate del tetto. Il soffitto è particolarmente ricco ed originale nella sua composizione: esso non presenta nessuna traccia della tradizionale suddivisione in cassettoni quadrati o rettangolari generati dall'incrocio delle travature superiori. Si compone, invece, di grandi zone che, con una serie di elementi rettilinei, curvi e poligonali, inquadrano tre tele. Gli intagli in legno sono eccezionalmente ricchi e complicati ed ancora oggi splende l'originaria doratura eseguita in oro zecchino: essi risaltano su uno sfondo verde con decorazione dipinta. Le tre tele del cassettonato sono attribuite a P. Di Martino e rappresentano quella centrale, il Trionfo di S. Mauro e le altre due, due miracoli compiuti dal Santo.

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Relazioni redatte dagli allievi frequentanti il corso di rilievo dell'architettura nell'A.A. 1998/99. Esiti del rilievo condotto da allievi nell'ambito del corso di Rilievo dell'Architettura A.A 1997/98 tenuto dal Dott. Arch. Francesco Maglioccola presso il Diploma universitario in edilizia - indirizzo costruzione attivato dalla Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Napoli 'Federico II'. I temi d'indagine affrontati in tale occasione sono stati i seguenti:

Tema d'indagine - Allievi 
 

Valeria Attanasio

Gianfranco Ciccariello

Francesco D'Angelo

Mario De Nicola

Donato Delli Priscoli 

Aniello Di Martino

Luca Gioia

Gianluca Giordano

Pietro Limite

Palazzo Madacena - Frattamaggiore (NA)
Francesco Rega

Ugo Antonio Tomasich





Redattore scheda Francesco Rega
Edificio Palazzo Madacena
Localizzazione Via Francesco Durante, n. 21 - Frattamaggiore (NA)
 
Denominazione Palazzo Madacena
Datazione 1810-1812
Struttura prevalente Struttura muraria in tufo.
Dati tipologici Ampio cortile con vasto giardino con scala aperta verso la corte. Ascensore in vano interno.
Numero piani Piano terreno, primo piano e sottotetto.
Numero facciate libere Facciata unica prospettante su strada pubblica.
Informazioni generali Facciata storica originale. Colorazione storica. Tinta in cattivo stato di conservazione. Intonaci in buono stato.
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Relazioni redatte dagli allievi frequentanti il corso di rilievo dellíarchitettura nellíA.A. 1999/00.










 
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